Tra grid parity e nuovi rischi non mancano le opportunità

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

Tra grid parity e nuovi rischi non mancano le opportunità

Fotovoltaico


Sviluppare oggi in Italia il FV in grid parity: utopia o realtà? Questo il titolo del convegno promosso da ANIE Rinnovabili – e ospitato dal Politecnico di Milano – che ha ridisegnato il profilo del mercato dell’energia solare nel nostro Paese. Il “dopo incentivi” apre nuove opportunità; ma richiede anche un maggior tasso di professionalità per affrontare le nuove sfide.

 

Possiamo già oggi ragionare in termini di grid parity per il fotovoltaico? Risposta affermativa, anche se il mercato è radicalmente cambiato rispetto agli anni d’oro dei generosi Conti Energia. O forse sarebbe più corretto dire: proprio perché il mercato è cambiato. Un mercato che presenta nuove sfide, riserva nuovi rischi, ma resta ancora ricco di preziose opportunità.

Questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dal convegno Sviluppare oggi in Italia il FV in grid parity: utopia o realtà? promosso da ANIE Rinnovabili. Un primo punto fermo lo ha espresso il padrone di casa, Alberto Pinori (presidente ANIE Rinnovabili): “Dobbiamo scordarci per sempre delle incentivazioni di un tempo e ragionare secondo altri parametri”.

Le prospettive di sviluppo sono piuttosto golose. “La SEN ha fissato un obiettivo del 48 per cento al 2030 per la generazione elettrica da fonti rinnovabili – ha ricordato Alessandro Marangoni, CEO di Althesys – e questa non potrà fare a meno del FV. A seconda delle diverse simulazioni, serviranno da 15 a 25 GW di fotovoltaico aggiuntivi rispetto alla attuale dotazione. In questo momento, dunque, proprio il fotovoltaico rappresenta la killer application”.

Voltata pagina e scrollatisi di dosso il ricordo degli anni degli incentivi, occorre cambiare approccio: da investimenti puramente speculativi a investimenti con un tipico ritorno da attività industriale, consapevoli delle nuove criticità. Ecco le principali evidenziate:

  • i costi di allacciamento, che saranno potenzialmente in crescita essendo già state coperte le localizzazioni più favorevoli negli anni del boom;
  • le perduranti difficoltà di accesso al credito (le grandi banche non hanno ancora finanziato progetti in market parity);
  • l’eccessiva mutevolezza del mercato energetico italiano, specie sul fronte normativo e regolatorio;
  • l’andamento futuro dei prezzi dell’energia, variabile di rischio destinata a giocare un ruolo crescente:
  • la neutralità tecnologica, esplicitamente prevista dalla SEN per le future aste, con il rischio di una cannibalizzazione da parte del più accessibile eolico:
  • la possibilità di innescare un circolo non virtuoso. Minori costi del fotovoltaico significano minori costi del PUN e quindi uno spostamento al ribasso del livello di grid parity necessario per la realizzazione di nuovi impianti.

Il “dopo incentivi” apre certamente nuove opportunità; ma richiede un maggior tasso di professionalità per affrontare le nuove sfide. Spazi per gli improvvisati ce ne saranno sempre di meno…