Tommasi: “In questa SEN c’è troppa poca efficienza”

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

Tommasi: “In questa SEN c’è troppa poca efficienza”

Fotovoltaico


Secondo il presidente degli Amici della Terra, la nuova Strategia Energetica Nazionale si è “dimenticata” dell’energy efficiency. Anche in vista del Piano Energia e Clima 2030, che dovrà essere varato a breve, è più che mai necessario “adottare una ricetta italiana che faccia dell’efficientamento il perno delle politiche di ripresa economica”.

 

“È un notevole passo indietro rispetto al documento del 2013”. La nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) non sembra proprio convincere Monica Tommasi, presidente degli Amici della Terra, su un tema chiave come l’efficienza energetica.

Le ragioni? “Perché sul piano formale – spiega in un’intervista rilasciata al periodico Nuova Energia – è stata eliminata proprio la priorità da attribuire all’efficienza energetica. Mentre sul piano sostanziale tra le altre carenze sparisce qualsiasi indicazione strategica, nella prospettiva 2030, del ruolo dei Certificati Bianchi come strumento di mercato per conseguire gli obiettivi di efficienza energetica”.

A breve dovrà anche essere varato il Piano Energia e Clima 2030, altra tappa fondamentale nel percorso di decarbonizzazione della nostra economia e di riposizionamento del nostro mix energetico. Un’altra preziosa opportunità… “Pensando a questo documento è necessario che l’Italia sviluppi con più forza una propria strategia e non vada burocraticamente a rimorchio delle scadenze dell’Unione Europea. Oggi più che mai è necessaria una ricetta italiana, che faccia dell’efficienza energetica il perno delle politiche di ripresa economica”.

Tradotto in numeri? Un obiettivo di miglioramento dell’efficienza energetica, collegato alla crescita di competitività del Paese, potrebbe prevedere una riduzione dell’intensità energetica – valore che esprime il rapporto tra una unità di ricchezza o di produzione e la quantità di energia necessaria per realizzarla – del 15 per cento al 2020 e del 25 per cento al 2030, rispetto all’anno base 2010.

La sfida non è semplice. Sempre più l’efficientamento dovrà abbandonare la logica dell’intervento puntuale (con l’applicazione di una specifica tecnologia o soluzione su un dato soggetto) considerando reti e connessioni via via più ampie, e agendo sull’assetto complessivo di un sistema. Anche le realtà che offrono servizi di energy efficiency, a questo punto, dovranno essere articolate e strutturate, capaci di garantire un approccio olistico.