Primo trimestre 2017 in ribasso per Ue-Ets

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

Primo trimestre 2017 in ribasso per Ue-Ets

Emissions Trading Scheme


Aumento dei volumi all’asta per effetto del Backloading
Le notizie riguardo la riforma del mercato Ets non smuovono le quotazioni
Incertezza per il surplus di quote accumulate dal 2008

 

La prima parte dell’anno non ha segnato grandi novità nel mercato Ue-Ets. Nonostante un sensibile aumento dei volumi di scambio in tutta Europa (+30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), il primo trimestre del 2017 ha visto le quotazioni al ribasso. In Italia sono state collocate circa 26 milioni di Uea a un prezzo medio di 5,10 euro, per un valore di 132 milioni di euro, un andamento sostanzialmente inalterato rispetto alla chiusura dell’anno precedente e con un valore più basso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (5,40%).

L’aumento dei volumi, dettato dalla fine del Backloading e dalla ripresa delle aste in Polonia sospese da più di un anno, hanno dato vita a un mercato caratterizzato da uno sviluppo laterale. Anche la votazione al Consiglio d’Europa sulla riforma del European Union Emissions Trading Scheme, nonostante abbia creato un’iniziale euforia con conseguente spunto al rialzo, non è riuscita a smuovere la situazione, con gli operatori incerti riguardo le norme che regoleranno il surplus di quote accumulate dal 2008.

Le grandi novità dell’ultimo anno, dalla formalizzazione della Brexit con l’attivazione dell’art. 50 del trattato Ue, all’ordine esecutivo della presidenza Trump per l’indipendenza energetica con la reintroduzione dell’utilizzo di carbone, sommate ai nuovi equilibri che si registreranno sulle quattro piattaforme d’asta operative (inglese, tedesca, europea e polacca), hanno lasciato del tutto impassibile il mercato, con le nuove aste per il 2017 peraltro non ancora calendarizzate in attesa di adeguamenti normativi per quel che riguarda le emissioni dell’aviazione civile.

Per dare nuovo impulso alle aste la Ue sta cercando un accordo sulle misure volte a rafforzare l’equilibrio del mercato e quindi il prezzo della quota di emissione. Il nodo riguarda tre aspetti fondamentali: rafforzamento del mercato EU ETS, tutela dell’industria e finanziamenti per la transizione del sistema energetico. Il mercato aspetta per fine anno una parola definitiva che spinga verso una nuova ripresa a medio termine delle aste di un mercato dove l’offerta viene stabilita per legge.