Mercato immobiliare verso l’efficienza energetica

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

Mercato immobiliare verso l’efficienza energetica

Emissions Trading Scheme


Presentato il Rapporto Annuale sull’andamento del Marcato Immobiliare Urbano. Nelle nuove costruzioni la ‘Classe A’ sempre più determinate. Ma gli immobili energivori dominano ancora il mercato. Bisogna creare fiducia attorno al sistema di etichettatura energetica residenziale (Ape) per innescare cambio culturale

 

Il mercato immobiliare sempre più orientato all’efficienza nelle nuove costruzioni ma che non riesce a coinvolgere le abitazioni già esistenti di classe energetica minore. Questo in sintesi il quadro

presentato a fine marzo a Roma presso la Federazione Italiana Agenti Immobiliari con il ‘Rapporto annuale sull’andamento del mercato immobiliare urbano’. Redatto in collaborazione con Enea e I-com, l’osservatorio immobiliare nazionale ha coinvolto 500 agenti immobiliari e ha rilevato i valori di compravendita e di locazione del mercato immobiliare urbano in Italia nel 2016 anche rispetto alla prestazione energetica degli edifici.

Se si registra un aumento del 10% rispetto all’anno precedente delle compravendite di abitazioni in classe A di immobili nuovi, con il 60% delle transazioni, questo dato in un quadro generale assume un valore drasticamente minore considerando che l’edilizia energivora in classe G continua a dominare le compravendite con il 66% di monolocali e il 56% di ville unifamiliari.

“L’efficienza energetica ha fatto definitivamente il suo ingresso nel settore edilizio – commenta Roberto Moneta, responsabile Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’ENEA -, ma rimane molto da fare sugli edifici esistenti: infatti solo l’11% risulta ristrutturato nelle prime tre classi energetiche, mentre rientra nelle ultime due classi energetiche quasi il 90% degli immobili da ristrutturare, situati principalmente nell’estrema periferia delle città”.

Aspetto interessante dell’indagine svolta dalla Fiaip è la poca fiducia riposta nei confronti dell’Attestato di Prestazione Energetica (Ape), visto che per la maggior parte degli intermediari immobiliari (58%) non serve a orientare le scelte degli acquirenti e suggerisce di migliorare l’utilità dell’Ape rendendolo uno strumento che consenta di comprendere da subito quali saranno i consumi reali nel momento in cui si andrà ad abitare nell’immobile acquistato, il che contribuirebbe a un cambiamento di culturale nei confronti del sistema di etichettatura energetica residenziale. A questo, infatti, va fatto risalire il dato controverso riguardo le ristrutturazioni in classe A nei listini immobiliari perché difficilmente stimabili visto la scarsa attenzione dei clienti verso una classe energetica maggiore dovuta a disponibilità di spesa, consapevolezza ambientale culturale e appunto scarsa fiducia nel sistema Ape, e che come conseguenza genera una barriera all’accesso al credito per le ristrutturazioni energetiche.