Mancato accordo UE su riforma ETS, utilities italiane sollecitano governo

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Mancato accordo UE su riforma ETS, utilities italiane sollecitano governo

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Ancora nessun accordo sulla riforma dell’Emissione Trading Scheme. Dopo mesi di negoziati i leader europei non si impegnano sugli obiettivi delle riduzione emissioni di Co2 al 2030. Utilitalia e Elettricità Futura sollecitano il governo a diventare capofila nel rafforzamento dell’Ets

 

Non c’è ancora accordo tra Consiglio Ue e Parlamento sulla riforma dell’Emission Trading Scheme per il periodo 2020-2030. Dopo mesi di negoziato non si è riusciti a impegnare i leader europei sui settori Ets per la riduzione delle emissioni del 43% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005, nonostante la volontà della Ue di volersi presentare leader nell’azione per il clima alla conferenza Cop 23 a Bonn il prossimo novembre.

Le reazioni delle utilities italiane non si sono fatte attendere. “Le istituzioni europee devono provare a fare tutto il possibile per sostenere la riforma del sistema Ets – afferma il presidente di Utilitalia Giovanni Valotti – e arrivare a un accordo in grado di dare quanto prima un contributo agli obiettivi energetici ed ambientali che ci stiamo prefiggendo”. La federazione delle imprese di acqua ambiente e energia si appella al governo italiano “nell’ottica della sostenibilità di cui il nostro Paese deve essere capofila, e rappresentata anche nella recente proposta di Strategia energetica nazionale. Soltanto se verrà adeguatamente rafforzato il sistema Ets potrà avere un ruolo centrale nelle politiche, anche operative, per la riduzione delle emissioni”.

“La riforma del mercato dello scambio di quote di emissione – osserva il presidente di Utilitalia – dovrà naturalmente salvaguardare la crescita e la competitività delle imprese. L’industria energetica italiana già ha fatto molto per raggiungere livelli di sostenibilità ambientale all’avanguardia in Europa. Ora – conclude Valotti – è necessario chiedere un impegno condiviso su questi obiettivi, considerando che l’Ets rappresenta sicuramente la leva più efficace ed economicamente sostenibile per gli investimenti europei nei settori dell’efficienza energetica e delle rinnovabili”.

Analoga reazione si è avuta dal presidente di Elettricità Futura, Simone Mori, all’indomani del secondo incontro dedicato alla revisione del sistema di scambio delle quote di emissione dei gas climalteranti. “Il mancato successo del negoziato europeo sulla riforma del sistema ETS non deve scoraggiarci, ma anzi, deve diventare occasione per un ulteriore rilancio – commenta Mori -. Il fatto che Consiglio, Parlamento e Commissione non sono riusciti a trovare un accordo politico non ci dissuade dalla convinzione che l’ETS abbia un ruolo centrale nelle politiche comunitarie volte ad un futuro sostenibile, sempre tutelando la concorrenza europea”.

In attesa di discutere su eventuali dispositivi complementari per contenere le emissioni di Co2 in un ottica di salvaguardia del sistema manifatturiero europeo, “è necessario che il Governo italiano intervenga al fine di sollecitare la riforma ed il rafforzamento dell’ETS, in quanto suscettibile di portare risultati effettivi sul breve termine – conclude il presidente di Elettricità Futura -. In particolare con il raddoppio del tasso di assorbimento e l’anticipo di un anno della Market Stability Reserve, l’aumento del tasso lineare di riduzione e la cancellazione in futuro delle quote di surplus in eccesso”.