L’eolico europeo punta sul “30” come numero vincente

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L’eolico europeo punta sul “30” come numero vincente

Fotovoltaico


L’ultimo rapporto pubblicato da WindEurope stima che nel 2030 il 30 per cento della produzione di energia elettrica nel Vecchio Continente potrebbe essere assicurato dagli aerogeneratori. Uno dei mercati più promettenti sarà quello del repowering di impianti già oggi in funzione. Per l’Italia il potenziale onshore potrebbe addirittura raggiungere i 16,7 GW di potenza cumulata.

 

“30”. È questo il numero vincente sul quale WindEurope ha deciso di puntare. L’associazione, che raccoglie 450 membri attivi in 40 Paesi, ha infatti appena pubblicato un nuovo report nel quale afferma che entro il 2030 l’energia del vento potrebbe coprire il 30 per cento del fabbisogno di elettricità dell’Europa. Questo traguardo potrà essere raggiunto installando una media di 12,6 GW/anno entro il 2020, così da raggiungere la potenza cumulata di 204 GW. Un primo importante traguardo con una ulteriore valenza simbolica: il sorpasso dell’eolico sull’idroelettrico come prima fonte rinnovabile nel continente europeo. Germania, UK, Francia, Spagna, Olanda e Belgio sono candidati a Nazioni leader in questo percorso di robusta espansione.

A quel punto WindEurope ipotizza una nuova stagione di crescita, favorita dal “potenziale enorme che ancora offre questo settore”, con l’obiettivo – certo sfidante – di arrivare a un totale di 323 GW a fine 2030. Una pietra miliare, che potrà essere raggiunta “a patto che i singoli Stati adottino specifiche policy di supporto a questa fonte e più in generale che si impegnino al cambiamento degli attuali sistemi energetici con una vision di lungo periodo”.

Colpisce rilevare che alla nuclearissima Francia sono assegnati i più elevati tassi potenziali di sviluppo, con la possibilità di arrivare al traguardo del 2030 con ben 43 GW in esercizio. Un valore che le permetterebbe di superare UK e Danimarca, posizionandosi alle spalle della sola Germania.

Per quanto riguarda la situazione italiana, la capacità onshore potrebbe raggiungere – sempre in proiezione 2030 e a seconda delle diverse ipotesi prese in esame – i 10,7 GW (scenario low), i 13,6 GW (scenario central) o addirittura i 16,7 GW (scenario high). Il nostro Paese non è invece accreditato di un possibile ruolo in ambito offshore, se non in maniera marginale (650 MW in tutto) e solo in un’ipotesi di scenario high.

In generale, uno dei mercati più promettenti resterà quello del repowering di impianti già oggi in funzione. “Considerando che la vita utile ottimale di una wind farm può essere stimata in 20-25 anni – precisa il report –  in tutta Europa entro la fine del  2030 qualcosa come 40-80 GW di potenza installata potrebbero raggiungere la loro end of life. Le opportunità offerte dal repowering andranno quindi crescendo sensibilmente da 4 a 7 GW/anno già a partire dal 2025”.