Le rinnovabili fanno l’en plein nei nostri Comuni

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

Le rinnovabili fanno l’en plein nei nostri Comuni

Efficienza energetica


100 per 100 di risultato positivo! Secondo l’ultima rilevazione di Legambiente tutte le 7.978 municipalità italiane ospitano all’interno del loro territorio almeno
un impianto di generazione green. La crescita è stata trainata dal solare e dalle biomasse.
Ora occorre dare più spazio anche all’eolico, al mini-idroelettrico e al geotermico.

 

7.978. È questo il numero vincente nel settore delle rinnovabili, che  premia uno sforzo davvero messo a fattor comune. Secondo l’ultima rilevazione di Legambiente, in Italia ci sono attualmente 7.978 Comuni che possono definirsi rinnovabili, in  quanto ospitano all’interno del loro territorio almeno un impianto di generazione (elettricità o calore) alimentato a fonti rinnovabili.

L’eccezionalità della notizia è che i Comuni italiani sono proprio 7.978.

È en plain, dunque. Non c’è una sola municipalità, anche la più piccola e sperduta, che non abbia sposato la causa green. Magari solo “simbolicamente”, installando un piccolo pannello fotovoltaico o un impianto a biomasse di taglia domestica: non tutti hanno optato per scelte più robuste come un campo eolico o un sistema FV large scale. Eppure, ciascuno ha fatto e sta facendo del suo e il Pierino della situazione, in questo caso, non si è fatto vedere.

Qualche altra importante considerazione. La corsa al primato rinnovabile ha beneficiato di una accelerazione repentina proprio in questi anni. Ancora nel 2007 in Italia c’erano 4.800 Comuni senza un solo kWh da fonti rinnovabili generato all’interno del proprio territorio. Lo sviluppo è stato solare!

In tutti i sensi, visto che proprio il fotovoltaico e il termico hanno avuto l’effetto di un Usain Bolt durante una staffetta sui 100 metri: si sono fatti carico di trascinare al traguardo la squadra.

Ad oggi, tutti i Comuni italiani hanno almeno un pannello FV e sono oggi oltre 6.800 quelli che hanno optato anche per un impianto solare termico (ovviamente ci sono sovrapposizioni tra le due applicazioni). Per dare una misura del recente turbinoso sviluppo, dieci anni fa i valori erano – rispettivamente – 2.800 e 390.

Straordinario anche l’apporto dell’universo biomasse (solide, gassose, liquide, utilizzate per alimentare un micro-impianto fino alla rete strutturata di teleriscaldamento). Oggi i Comuni biorinnovabili sono 4.114, valore ampiamente al di sopra della metà; e anche in questo caso in dieci anni la situazione è radicalmente cambiata (erano meno di 300 nel 2007).

Ecco, dovendo fare un eventuale appunto a questi dati, l’unico forse possibile riguarda proprio il peso specifico delle fonti. Anche per evidenti ragioni tecnologiche – non è facile mettersi in giardino una wind farm o una turbina idroelettrica – le altre fonti non hanno avuto lo stesso impetuoso tasso di diffusione. I Comuni eolici sono oggi 904, quelli mini-idro sono 1.489 e infine ci sono 590 Comuni geotermici.

Il messaggio che va colto in positivo è che proprio su queste soluzioni potrebbe valer la pena investire nei prossimi anni. Perché oltre ad essere solari, i nostri Comuni possano ambire a un traguardo ancora più ambizioso: quello di diventare davvero multi-rinnovabili.