La PA non passa l’esame

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

La PA non passa l’esame

Sostenibilità


Strutture poco attente all’ambiente e all’efficienza energetica. È questa la percezione del proprio posto di lavoro che hanno i dipendenti della pubblica amministrazione. Lo rivela un’indagine presentata a Forum PA 2017

 

All’esame della sostenibilità la pubblica amministrazione finisce dietro la lavagna, bocciata dai suoi stessi dipendenti. Lo rivela una ricerca a campione presentata durante il Forum PA 2017 che ha voluto interpellare chi, quotidianamente, lavora nel pubblico.

Riferendosi al generico impatto ambientale, oltre il 50 per cento dei dipendenti pubblici intervistati ritiene che “l’attenzione all’ambiente nel proprio ufficio sia nulla o quasi”, un terzo del campione assegna la sufficienza e solo il 10 per cento promuove come sostenibile il proprio luogo di lavoro. Come voto complessivo le Regioni si meritano un 5,3; scuola e sistema sanitario un 4.

Scendendo più nel dettaglio, emergono le magagne. Solo il 46 per cento degli uffici risulta avere i doppi vetri alle finestre; l’attenzione alla temperatura (tra i 19 e i 20 °C) è posta solo nella metà degli uffici, mentre le lampade a incandescenza sono ancora protagoniste nel 64 per cento dei casi. L’efficienza energetica e termica risaltano come i due elementi più penalizzati.

E non è cosa di poco conto, considerando che la PA consuma annualmente 4.661 GWh non solo per l’illuminazione e l’alimentazione delle apparecchiature elettriche, ma anche per la climatizzazione. O in alternativa, per dare una dimensione economica al problema, che le bollette della PA – gas luce e acqua – ammontano a 3 miliardi di euro/anno.

Curiosamente, i dipendenti della PA ritengono invece se stessi dei quasi campioni di buone pratiche sostenibili. Quasi il 94 per cento dichiara di spegnere le luci quando va via la sera, l’82 per cento non lascia i propri caricabatterie nelle prese e il 75 per cento è attento alla dispersione di calore nei locali climatizzati.

Eppure, ancora il 62,5 per cento del campione non opera il più semplice degli accorgimenti: inibire la funzione stand-by del proprio PC.