Italia: il climate change presenta il conto (all’idroelettrico)

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

Italia: il climate change presenta il conto (all’idroelettrico)

Eolico


La generazione da fonti rinnovabili nel mese di luglio è stata fortemente penalizzata dal crollo di produzione della componente hydro, a causa della diffusa siccità che ha colpito il nostro Paese.

 

I cambiamenti climatici in essere nel nostro Paese stanno causando pesanti contraccolpi sul settore della generazione da fonti rinnovabili. Con il paradosso – in presenza di una domanda di elettricità stabile o in lieve crescita – di un ritorno di fiamma della generazione da combustibili fossili (e delle relative emissioni).

Secondo i dati pubblicati da Terna, nel mese di luglio la richiesta di energia elettrica in Italia si è attestata sugli stessi livelli dello scorso anno (più 0,5 per cento versus luglio 2016). Grazie a una riduzione delle importazioni, la generazione interna è invece cresciuta di quasi due punti percentuali. Tutte le fonti hanno contribuito con un segno positivo (eolico +33,9 per cento; fotovoltaico +5,8 per cento; termico convenzionale +4,5 per cento; geotermico +0,8 per cento) con la sola pesante eccezione dell’opzione idroelettrica, costretta a subire un calo di produzione di oltre 15 punti percentuali.

Non migliora lo scenario se si allarga lo sguardo ai primi sette mesi dell’anno. In questo caso la contrazione del comparto hydro risulta pari al 14 per cento, e anche i conti dell’eolico si chiudono in rosso (meno 10 per cento). A salvare le sorti delle FER ci ha pensato il solare, con un significativo progresso del 10 per cento.

Nel complesso, considerando il periodo gennaio-luglio, sempre in rapporto al 2016, la perdita imputabile al solo carbone bianco è stata pari a ben 3,8 TWh.