Italia e Botswana insieme per lo sviluppo delle rinnovabili nel Paese africano

Italia e Botswana insieme per lo sviluppo delle rinnovabili nel Paese africano

Italia e Botswana insieme per lo sviluppo delle rinnovabili nel Paese africano


Una “due giorni” (5 e 6 luglio) di business mission promossa dal nostro Ministero dell’Ambiente. Obiettivo: proporsi come bacino di competenze tecniche e partner industriale. La delegazione italiana vede anche la partecipazione di GA Energy e PEB che per l’occasione hanno unito le rispettive competenze. Paolo Freda (AD di PEB): “Possiamo dare a questa nazione l’indipendenza energetica”.

GABORONE (Botswana) 4 Luglio 2017 – È in corso di svolgimento in Botswana la missione economica promossa dal nostro Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con l’Organizzazione per lo sviluppo industriale delle Nazioni Unite. Una due giorni (5 e 6 luglio) dedicata alle opportunità di sviluppo delle fonti rinnovabili nel Paese africano.

Duplice il ruolo dell’Italia, che si presenterà come qualificato bacino di competenze (tecniche, scientifiche, in ambito R&D) ma anche come partner industriale, in grado di implementare sul territorio le migliori soluzioni tecnologiche, che si parli di rinnovabili, efficienza energetica, ciclo dei rifiuti… A fare gli onori di casa, il locale Ministry of Environment, Wildlife and Tourism.

La delegazione italiana vede anche la partecipazione di GA Energy e PEB, che hanno deciso di unire le rispettive competenze (quelle di una ESCO e di un general contractor).

“Non potevamo mancare a questa business mission” commenta Giulia Perfili, amministratore unico di GA Energy. “La nostra realtà, da subito, si è connotata per una forte presenza internazionale, e la crescita in Africa, dove direttamente o attraverso accordi già operiamo, rappresenta uno dei nostri obiettivi. Nelle economie emergenti africane si sta infatti affermando l’esigenza di uno sviluppo davvero sostenibile, anche sul piano ambientale”.

La due giorni di business mission prevede una forte interazione tra la delegazione italiana e quella del Botswana, con la visita ad alcuni impianti pilota o in costruzione di particolare rilievo tecnologico, un confronto sulle possibilità di investimento in Botswana e la presentazione da parte dei player italiani delle nostre eccellenze in termini di know-how e di capacità industriale.

Il terreno è per molti versi ancora del tutto vergine. I consumi attuali di energia elettrica in Botswana sono stimati intorno ai 3.450 GWh l’anno (di cui 930 a carico del residenziale e 1.460 dell’industria). Solo per dare un parametro di confronto, siamo su valori pari a un centesimo dei consumi italiani. La capacità di generazione interna è ancora limitatissima: meno di 900 MW garantiti da due unità a carbone e due impianti diesel. Una situazione molto critica sia da un punto di vista ambientale sia economico (il 44 per cento del fabbisogno di energia elettrica deve essere importato). Non pervenute le rinnovabili, che hanno un peso specifico al di sotto dell’uno per cento. Senza contare i 700 mila abitanti che ancora non hanno accesso all’elettricità.

Le opportunità sono evidenti. E le possibili soluzioni? Il solare innanzitutto, vista la posizione geografica del Paese. Ma con una logica di mix e cercando sempre la soluzione ad hoc in base alle specifiche esigenze del territorio.

“Piccoli impianti fotovoltaici off-grid (da 6 kW di potenza) al servizio di utenze isolate – aggiunge Freda, amministratore delegato di PEB – con sistemi di accumulo per ottimizzare l’efficienza, potrebbero essere abbinati a centrali FV di taglia maggiore (1 MW). Anche per il solar cooling ci sono ampi margini di sviluppo, considerando le specifiche esigenze del Paese africano. Infine, tutta la frontiera del solare a concentrazione, una tecnologia scalabile fino alla taglia dei 100 MW. Sì, possiamo davvero rendere il Botswana un Paese energeticamente indipendente”.

 


Mokolodi Reserve, Solar Power Plant

 


Gaborone International Conference Center

 

www.gaenergy.it

www.pebenergy.com

 

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