In Italia il mini-eolico mostra i muscoli

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

In Italia il mini-eolico mostra i muscoli

Sostenibilità


La diffusione degli aerogeneratori al di sotto dei 200 kW vive una fase di particolare sviluppo.
La potenza raddoppia in un anno (da 66 a 123 MW). Legambiente: “La tariffa onnicomprensiva, con l’estensione dello scambio sul posto, rende particolarmente vantaggiosa questa opzione”.

 

L’eolico non è solo un terreno per taglie forti. È certamente vero che in questi ultimi anni le aziende tecnologicamente più avanzate del settore si sono fronteggiate a colpi di primato, presentando sul mercato modelli sempre più performanti e di maggiori dimensioni.

Vestas, ad esempio, ha messo in catalogo un gigante da 9,5 MW e diametro del rotore di 164 metri! LM Wind Power, insieme alla Adwen, ha risposto sviluppando un modello con pale da 88 metri, un rotore da 180 metri e 8 MW di potenza, già ribattezzato “una delle più grandi strutture meccaniche presenti sulla Terra”.

L’eolico non è solo un terreno per taglie forti, si diceva. E infatti, anche il mini-eolico (aerogeneratori al di sotto dei 200 kW di potenza) sta mostrando una particolare vitalità. E una realtà territoriale come quella italiana sembra presentare un terreno di incontro ideale tra domanda e offerta.

“È un settore di assoluto interesse, con grande successo e grande potenziale”, ha dichiarato Legambiente nel suo rapporto 2017 sui Comuni Rinnovabili. “Sono sempre di più – ha proseguito – i casi di cittadini, imprenditori agricoli o imprese artigiane, Comuni, che hanno scelto di installare tecnologie di taglia medio-piccola, in grado di offrire ottime opportunità di risparmio sui consumi elettrici”. L’introduzione della tariffa onnicomprensiva, con l’estensione dello scambio sul posto fino a 200 kW, ha reso particolarmente vantaggiosa questa scelta.

I numeri sono ancora (obiettivamente) contenuti, ma il trend di crescita è davvero significativo. Ad oggi sono 770 i Comuni italiani sul cui territorio lavora almeno un impianto mini-eolico. La potenza complessiva a fine 2016 era pari a 123 MW; erano 66 l’anno prima.

Un raddoppio che la dice lunga sulla voglia di crescita del comparto.