Gli interventi sulle PA sono un fattore chiave di successo

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

Gli interventi sulle PA sono un fattore chiave di successo

Efficienza energetica


Secondo l’ENEA, proprio il settore pubblico – che attualmente “paga” una bolletta da svariati miliardi di euro/anno – deve assumere un ruolo guida nello sviluppo delle strategie di efficientamento e risparmio e nell’integrazione di nuove tecnologie, best practice e comportamenti efficienti.

 

“Un elemento fondamentale per raggiungere gli obiettivi previsti al 2030 e al 2050, un fattore chiave”. Il percorso verso l’efficienza energetica del Sistema Italia non può prescindere da un intervento massiccio sulla pubblica amministrazione. Non è solo una questione di risparmio – elemento che, di per sé dovrebbe già costituire una motivazione vincente – ma anche di responsabilità sociale. Una posizione ribadita fortemente nei giorni scorsi dall’ENEA l’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica.

“Gli interventi della PA sul proprio patrimonio immobiliare, strumento indispensabile per assicurare i servizi ai cittadini e alle imprese, possono contribuire alla riduzione sia della spesa pubblica per l’energia, sia delle emissioni di CO2. Nello stesso tempo, concorrere ad assicurare ai cittadini una migliore qualità della vita. In quest’ottica, il settore pubblico deve assumere un ruolo guida nello sviluppo delle strategie su efficienza e risparmio e nell’integrazione di tecnologie e comportamenti efficienti”. Scuola e palestra di best practice, da trasferire poi al settore privato.

L’ambito di intervento è amplissimo e i potenziali sono a 9 zeri.

La stessa ENEA ricorda che nel 2016 la PA centrale ha speso per elettricità, riscaldamento e trasporto circa 117 milioni di euro, di cui il 35 per cento per l’energia elettrica, il 4 per il gas e il 61 per cento per gasolio, benzina e altri carburanti fossili. Ed è solo l’inizio.

Per la PA periferica, la spesa dei Comuni raggiunge 1,85 miliardi, di cui ben il 70 per cento per l’energia elettrica (20 per cento gas e 10 per cento combustibili e carburanti). Le Province – che gestiscono gran parte dell’edilizia scolastica – hanno speso 220 milioni di euro (rispettivamente: 47 per cento elettricità e 43 per cento gas). Se prendiamo in esame anche le strutture sanitarie, la bolletta cresce di altri 1,13 miliardi di euro, di cui oltre la metà per l’elettricità.