Eclissi totale… di efficienza

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

Eclissi totale… di efficienza

Illuminazione pubblica


Le spese dei Comuni superano il miliardo di euro/anno, i consumi sono al top in Europa. Eppure, la qualità percepita dai cittadini è molto scarsa e 6 milioni di italiani dichiarano
di “aver paura del buio” soprattutto su strade extraurbane e parcheggi. Notevoli i margini di miglioramento ottenibili investendo nelle nuove soluzioni per il risparmio energetico.

 

Un miliardo di euro. È questo l’ammontare complessivo della bolletta che i Comuni italiani pagano alla voce “illuminazione pubblica”. Un esborso pari a quasi 19 euro/anno per cittadino, tra i più elevati in Europa (solo gli spagnoli pagano un conto più salato). Così come sono da record i valori dei consumi pari a 107 kWh a testa. Più del doppio di quanto spetta a un cittadino tedesco (50 kWh/anno), a un britannico (42 kWh/anno) e un terzo in più rispetto ai francesi.

Queste credenziali si vanno a scontrare con i giudizi degli utenti che bocciano senza appello la qualità della pubblica illuminazione italiana, che si tratti di piazze, strade, parcheggi, scuole, ospedali…  A rivelarlo è una indagine a campione condotta da Gewiss-Censis. I dati raccolti descrivono una situazione da eclissi totale (dell’efficienza).

Ecco qualche dato. Sei milioni di italiani hanno “regolarmente paura della cattiva illuminazione pubblica di strade, piazze e giardini”, mentre il 50 per cento del campione intervistato ha dichiarato di essersi sentito “insicuro, negli ultimi 12 mesi, in un luogo pubblico a causa della scarsa illuminazione”. Le strade extraurbane “spaventano” il 69 per cento degli italiani; giardini, parchi e parcheggi il 58 per cento.

E non è tutto: 9,2 milioni di italiani affermano di essere stati nell’ultimo anno in “ospedali e altre strutture male illuminate”, mentre 2,6 milioni di genitori denunciano le “luci inadeguate nelle scuole”. Come puro elemento di confronto, solo 6 italiani su cento bocciano l’illuminazione dei centri commerciali.

“È dunque fondamentale – conclude la ricerca – ripensare un servizio di illuminazione pubblica e rendere prioritario il ricorso a soluzioni smart già disponibili sul mercato, che possano abbattere i costi e allo stesso tempo rispondere alle aspettative, in termini di qualità e di sicurezza, dei cittadini. Occorre far sì che proprio l’illuminazione pubblica possa diventare punta avanzata di una smart city”.