Calo degli investimenti nel 2016 per rinnovabili ma cresce capacità installata

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

Calo degli investimenti nel 2016 per rinnovabili ma cresce capacità installata

Rinnovabili


Investimenti mondiali per Fonti energetiche rinnovabili si fermano a 241,6 miliardi nel 2016 mentre cresce del 11,3% la capacità installata. Entro 2025 caleranno i costi dell’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Anche i sistemi di accumulo a meno di 100 dollari nel 2030.

 

Gli investimenti totali nel mondo nelle fonti energetiche rinnovabili nel 2016 sono stati di 241,6 miliardi di dollari, una diminuzione del 23% rispetto all’anno precedente, controbilanciata da un’installazione record di impianti Fer. Nel 2016, a livello globale, il 55% di tutta la capacità installata era rinnovabile. La percentuale di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili è passata dal 10,3% nel 2015 all’11,3% nel 2016.

E’ quanto rileva il rapporto annuale di Capgemini sul mercato energetico ‘World Energy Market Observatory (WEMO)’, creato in partnership con i team dell’I4CE, De Pardieu Brocas Maffei e Vaasa ETT. Dallo studio emerge che i progressi compiuti nell’ambito delle tecnologie per la produzione di energia hanno favorito un’accelerazione verso la transizione energetica, mentre la crescita delle energie rinnovabili continua a destabilizzare sia i mercati dell’elettricità all’ingrosso che i maggiori player.

Secondo il rapporto le cause della diminuzione degli investimenti nelle energie rinnovabili sono riconducibili essenzialmente al “costo più basso delle spese in conto capitale per MW” e al deciso “rallentamento dei finanziamenti in Cina, Giappone e in alcuni mercati emergenti”. Nel complesso, infatti, gli investimenti in energie rinnovabili nei paesi in via di sviluppo sono diminuiti del 30% a 116,6 miliardi di dollari, mentre quelli delle economie sviluppate sono scesi del 14% a 125 miliardi di dollari. Per quanto riguarda l’Europa, nel 2016 sono stati investiti 60 miliardi di dollari, con il primato dell’energia eolica  con 42 miliardi, seguita dall’energia solare con un 10 miliardi.

Lo studio evidenzia che, per quanto riguarda la diminuzione dei costi delle FER, entro il 2025 il costo dell’energia elettrica proveniente da impianti eolici onshore dovrebbe diminuire del 26%, mentre dai più costosi impianti eolici offshore dovrebbe diminuire del 35%, per quella proveniente da impianti solari fotovoltaici si stima addirittura un calo del 59%. A questo si aggiunge anche il calo del costo dei sistemi di accumulo, che vedranno abbassarsi dai 227 dollari per kWh del 2016 ai 190 nel 2020 per raggiungere entro il 2030 meno di 100 dollari/Kwh. Senza dubbio i prezzi in calo delle rinnovabili e delle batterie apriranno il cammino verso sistemi energetici più puliti.

Il conclusione il documento ci consegna una visione ottimistica dei dati, con le aziende che a causa della ‘transizione energetica’ hanno ormai intrapreso la via della trasformazione e le aspettative dei consumatori che, utilizzando le tecnologie smart energy, spingono le aziende energetiche verso nuovi servizi. Con il conseguente aumento di competitività e la rapida evoluzione delle tecnologie di produzione energetica, l’affermazione delle energie rinnovabili sarà inarrestabile in tutti i settori produttivi pubblici e privati, arrivando fino al consumatore finale.