Biomasse alla conquista dei Comuni italiani

COSA CAMBIA
IN AMBITO
ENERGETICO?

Biomasse alla conquista dei Comuni italiani

Sostenibilità


Sono 4.144, secondo l’ultima rilevazione di Legambiente, le municipalità che possono vantare almeno un impianto alimentato da bioenergie. Il valore, in forte crescita, testimonia
che questa fonte green è in grado di dare risposte concrete alle esigenze dei nostri territori.

 

Si tinge di verde – nelle sue mille sfumature – l’indagine di Legambiente sui Comuni rinnovabili d’Italia. Come noto, lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel nostro Paese è stato trainato da due cavalli di razza quali il solare e l’eolico, che hanno dato il meglio di sé durante gli anni dei generosi Conti Energia. Il grande idroelettrico e la geotermia sono materia del secolo scorso, mentre le biomasse…

Proprio le biomasse energetiche – partite forse con un certo ritardo rispetto alle altre soluzioni tecnologiche – sembrano ora mostrare una vitalità e una voglia di crescere senza precedenti. Merito della loro versatilità: sono disponibili allo stato liquido, solido, gassoso, possono essere immagazzinate e trasportate, impiegate nella generazione di elettricità o di calore (e di freddo!), sono presenti praticamente ovunque e possono convertire in risorsa ciò che altrimenti sarebbe solo uno scarto.

Il report di Legambiente evidenzia come i Comuni delle bioenergie (quelli che hanno almeno un impianto alimentato a biomassa) sono passati in un anno da 3.137 a 4.114 unità. Mille Comuni in più in soli dodici mesi rappresentano un risultato da prima pagina. Così, a fine 2016 il 52 per cento dei Comuni italiani poteva fregiarsi del titolo di municipalità bioenergetica (erano il 30 per cento a fine 2015).

Attualmente, su base nazionale, le bioenergie possono vantare una potenza installata dedicata alla generazione elettrica pari a 5.490 MW (che si traduce in 18 TWh/anno prodotti), cui vanno aggiunti 1.534 MW termici e 415 frigoriferi.

Tra i fattori trainanti va certamente citato lo sviluppo del biogas (e, in parallelo, il crescente interesse per il biometano) e il ritorno di interesse per il teleriscaldamento green (sono 305 i Comuni in cui gli impianti che alimentano le reti utilizzano materiali di origine organica animale o vegetale provenienti da filiere territoriali).